Azioni e obbligazioni spiegate facili

Aggiornato il: giu 3

Quando un’azienda raggiunge grandi dimensioni e alti volumi di fatturato, per poter far fronte alle spese e alle esigenze di crescita utilizza l’emissione di azioni e obbligazioni sui mercati regolamentati. Ma di cosa si tratta esattamente?


Proviamo a capire come funzionano e quali sono le principali differenze.


Per crescere in fretta, le aziende devono sostenere investimenti importanti. Tali investimenti richiedono grandi somme di denaro che le aziende non hanno, ma che prevedono di incassare in futuro, una volta che quell’investimento inizierà a generare ricavi (ovvero reddito) per l’impresa.


È importante chiarire il concetto di investimento rispetto a quello di costo: l’investimento rappresenta l’utilizzo di una somma di denaro nel presente al fine di ottenerne un ritorno economico nel futuro. Invece, il costo, non genera un ritorno in futuro. Per fare un esempio, acquistare una macchina per girare nel tempo libero sarà un costo; acquistarla invece per diventare un autista di Uber, sarà un investimento perchè il costo della macchina nel tempo sarà ripagato dagli incassi da autista.


Nelle aziende, le somme necessarie per le operazioni di investimento possono essere raccolte attraverso 3 principali canali: gli azionisti dell’azienda, le banche o il mercato.


Gli azionisti sono “i padroni dell’azienda”, ovvero quelle persone che hanno deciso di investire una parte dei loro soldi, convinti che in futuro la somma possa aumentare grazie ai profitti generati dall’azienda. Tuttavia, nel caso in cui il prodotto o servizio offerto non venisse venduto, saranno loro a perdere i soldi investiti.


Le banche svolgono una funzione particolare e molto importante per l’economia: i soggetti che hanno bisogno di denaro chiedono un prestito alla banca, a fronte di alcune garanzie e di un interesse (che rappresenta il guadagno della banca). La banca dà prestito le somme richieste, da restituire entro una scadenza.


E il mercato? Quando azionisti e banche non dispongono delle somme necessarie agli investimenti, le aziende dovranno chiedere questi soldi al mercato, ovvero un insieme di soggetti che sono disposti a investire tali somme attraverso due strumenti: azioni e obbligazioni.



Le azioni rappresentano le quote di proprietà di una società e vengono vendute dagli azionisti nel mercato in cambio di denaro. Hanno tutte lo stesso valore, e chi le acquista diventa proprietario di un pezzettino di società: queste somme non gli dovranno essere restituite entro una certa data, ma gli daranno la possibilità di partecipare alle decisioni e possono aumentare di valore grazie ai profitti generati dall’azienda. Più azioni una persona avrà in una determinata azienda, maggiore sarà la sua ‘’porzione’’ di proprietà e, di conseguenza, più grande sarà il suo potere decisionale per quanto riguarda la gestione della stessa.  


Le obbligazioni invece sono somme di denaro che l’azienda ottiene in prestito dal mercato e che vengono restituite, proprio come con le banche, in date prefissate e a fronte di un interesse. A differenza delle azioni, queste sono dei semplici debiti: non rappresentano nessuna proprietà e non danno diritto di decisione, ma in genere sono garantite grazie ai beni che l’azienda possiede. Quindi, se l’azienda non è in grado di ripagare i debiti, gli obbligazionisti avranno accesso ai beni dell’azienda e potranno venderli per ottenere l’importo prestato.


Ma perchè qualcuno dovrebbe acquistare delle azioni, se non ci guadagna in interessi come dalle obbligazioni? Perché gli investitori potranno ottenere un profitto in due modi: 1) rivendendo le azioni a un prezzo maggiore se l’azienda è aumentata di valore nel tempo; 2) ottenendo dividendi, ovvero porzioni dei profitti generati da una azienda che essa può scegliere di distribuire ai propri azionisti (vecchi e nuovi). 


Il mercato, all’interno di questo contesto, è il luogo che permette ad obbligazionisti, azionisti e aziende di entrare in contatto e scambiarsi in ogni momento somme di denaro che offrono una prospettiva di guadagno futura.


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