Gli italiani sono grassi

Secondo l'ultimo rapporto dell'UNICEF la situazione in Italia è "preoccupante". Ma non eravamo il Paese della dieta mediterranea? Evidentemente vivere sul mare non basta per godere dei benefici di una dieta corretta: il 36,8% dei bambini tra i 5 e i 19 anni è sovrappeso. Siamo i peggiori in Europa, e la situazione continua ad aggravarsi nel corso degli anni: questa percentuale è infatti aumentata del 39,1% rispetto al 1990. Ma come è possibile?

Molti studi condotti a livello di sanità pubblica indicano tra i fattori più determinanti molti aspetti legati all’ambito sociale ed economico. Gli italiani hanno un retaggio culturale legato all'alimentazione molto particolare: offrire e accettare cibo (generalmente ad alto contenuti di grassi) è considerato un modo per esprimere affetto, soprattutto nelle regioni del Sud. Poco importa che spingere i bambini a mangiare torte, paste e altri piatti elaborati ogni giorno possa ridurre la loro aspettativa di vita, e facilitare lo sviluppo di malattie come il diabete (pensate che se un bambino è sovrappeso tra i 7 e i 18 anni continuamente, il suo rischio di sviluppare diabete per il resto della vita è 4 volte più alto). Non a caso le regioni con percentuali più alte di bambini sovrappeso o obesi sono quelle del Sud, con un'unica eccezione al Nord rappresentata dall'Emilia Romagna. Anche le regioni più "virtuose" presentano però percentuali non irrilevanti di bambini fuori forma: Liguria (26%), Trentino Alto Adige (26,4%) e Valle d’Aosta (26,7%). Anche la situazione economica familiare incide sul tasso di bambini in sovrappeso. Ma come combattere il fenomeno? L'educazione alimentare è il mezzo principale: sono ancora poche le famiglie consapevoli di quali siano le dosi giuste di proteine, carboidrati e grassi da assumere giornalmente, e soprattutto di quali siano le vere caratteristiche della dieta mediterranea.


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