La moda del binge drinking

Cosa succede se tutti i weekend si beve senza limiti? Il "binge drinking" è diventato un fenomeno caratteristico dell'attuale generazione di giovani bevitori, che si "abbuffa" di alcol senza moderazione oggi più che nel passato. Questa abitudine non viene particolarmente demonizzata socialmente: sembra quasi un normale rito di passaggio, tipico di una fase della vita caratterizzata da trasgressioni e smodatezza. Eppure i medici stanno registrando un numero sempre più alto di patologie e disturbi cronici legato all'abuso di alcol.

Che l'alcol faccia male, anche in piccole dosi, è appurato, nonostante si sentano spesso elogiare i benefici di un bicchiere di vino alla sera. Falso. Non esiste una quantità entro la quale l'alcol non faccia male: in ogni caso aumenta il rischio di tumore, essendo un cancerogeno di tipo 1. Se poi si consumano 5-6 drink in una sera ogni weekend, le conseguenze sul fisico sono deleterie a lungo andare. Ma è tipico dei giovani sentirsi invincibili e sottovalutare i pericoli nel lungo termine. Tanto più se il binge drinking viene accettato socialmente e non viene condannato, come avviene per altri "sballi" che invece sono maggiormente demonizzati.

La fascia ritenuta più a rischio è infatti quella dei 16-17enni, che consuma grosse quantità di alcol prima che il corpo sia in grado di metabolizzarlo in modo corretto. Sono 800.000 i minorenni a rischio secondo il Ministero della Salute, e in Italia l'alcol è la prima causa di morte per ragazzi e ragazze sotto i 24 anni (compresi gli incidenti d'auto). Si tratta quindi di un fenomeno molto rilevante, che però non è preso seriamente quanto dovrebbe: spesso sono gli adulti i primi a non aver ricevuto un'educazione rispetto al rapporto con l'alcol, e la comunicazione a riguardo con i giovani è quasi inesistente.



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