Aumento dell'IVA: cos'è e perché fa paura

Ma soprattutto, perchè l'Iva deve aumentare?


Iniziamo dal principio: a dicembre, quando è stato raggiunto l'accordo per la legge di bilancio italiana tra il Governo e la Commissione Europea, sono state poste le cosiddette "clausole di salvaguardia" a garanzia dei conti italiani: nell'eventualità in cui l'Italia non trovi i fondi per finanziare tutte le misure previste dal governo, si procederà con l'aumento dell'Iva, ossia l'imposta sui consumi.

I Paesi della Ue non possono superare il rapporto deficit-Pil del 3%, quindi ogni Stato deve assicurare di non sforare con le spese. Ma in Italia il Pil non è cresciuto tanto quanto il governo aveva previsto: per finanziarie Reddito di Cittadinanza e Quota 100 servono 51,9 miliardi di euro che non si possono più ottenere indebitandosi. Bisogna per forza aumentare le entrate dello Stato.

L’attivazione delle clausole di salvaguardia il prossimo anno farebbe passare l’aliquota dell'Iva dall’attuale 22 al 25,2% (26,5% nel 2021) e quella ridotta dal 10 al 13%. Cosa significa questo? Che tutti i beni e i servizi consumati dagli italiani, costeranno di più: una batosta all'economia del Paese. Le persone compreranno di meno, e i profitti delle aziende crolleranno. Il governo afferma che riuscirà a "sterilizzare" queste clausole, ma non sarà facile reperire i miliardi necessari per mettere i conti a posto. C'è ancora tempo, ma le speranze sono poche. Intanto possiamo affermare che aumentare l'Iva per finanziare delle misure mirate a fare ripartire l'economia del Paese, sarebbe un controsenso, e potrebbe portare l'Italia a una situazione economica ancor più tragica.



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