Primarie democratiche USA: i candidati spiegati facili

Da adesso fino al prossimo autunno sentiremo molto parlare delle primarie negli USA. Infatti il 3 novembre del 2020 verrà eletto il nuovo Presidente degli Stati Uniti, e prima di allora bisogna scegliere il candidato per il partito democratico che sfiderà Trump.

Ma capiamo chi sono i principali candidati che si sfideranno durante le primarie.


BERNIE SANDERS (26%)

Ha 78 anni e una lunga carriera politica alle spalle: negli ultimi 30 anni è stato sia membro della Camera che del Senato. Nelle primarie del 2016 è stato il principale rivale di Hillary Clinton.

Sanders a un programma politico di stampo socialista molto radicale rispetto ai suoi rivali: vuole abbattere i costi delle università, annullare il debito studentesco e promuovere un sistema di sanità pubblica gratuita (Medicare for All). Tutte cose che abbiamo in Europa, ma che negli Stati Uniti sono viste come estremamente radicali e di sinistra. Inoltre vuole imporre forti regolamentazioni alle multinazionali e alzare le tasse ai più ricchi.

È molto apprezzato dai giovani per la sua voglia di riformare la società americana, ma secondo molti avrebbe meno possibilità di battere Trump alle elezioni rispetto ad altri candidati, in quando troppo lontano dagli ideali centristi. Il suo slogan: "Not me, us".

2. MICHAEL BLOOMBERG (21%)

Miliardario ed ex sindaco di New York, Michael Bloomberg è entrato nella competizione solo a luglio, ma in pochi mesi è passato dal 4 al 21% delle preferenze.

Bloomberg è un grande centrista: è stato prima democratico, poi repubblicano, poi indipendente e ora è di nuovo democratico. Per questo viene accusato dai suoi rivali di non essere un vero rappresentate del partito.

Ha idee molto forti sul controllo delle armi da fuoco, sull'estensione della sanità pubblica gratuita e sulla lotta al cambiamento climatico. Il paragone con Trump nasce spontaneo: entrambi uomini d'affari ricchissimi che hanno a cuore il libero mercato.


Se vi sembra di aver già sentito questo nome, è perché il famoso sito di media e consulenza finanziaria è stato fondato proprio da lui. Oggi è il 12esimo uomo più ricco al mondo, e grazie alle sue risorse economiche si può finanziare in autonomia una campagna elettorale molto dispendiosa. Il suo slogan: "Fighting For Our Future"

3. JOE BIDEN (16%)

Joe Biden ha 77 anni, è stato vicepresidente degli Stati Uniti con Obama per 8 anni e anche lui è un perfetto centrista. Intende alzare il salario minimo dei lavoratori e ricostruire la classe media, nonché rendere gratuita l'università pubblica, ma è anche un grande sostenitore del libero mercato. Sicuramente ha una grandissima esperienza di come funzionano le cose alla Casa Bianca. Gode poi di un forte appoggio da parte della popolazione afro-americana, in quanto la sua campagna elettorale si concentra molto sulla lotta al razzismo, ma anche per la sua vicinanza all'ex presidente Barack Obama

Fino a poco tempo fa era considerato il candidato di punta per battere Trump, ma da quando è stato coinvolto nella vicenda dell'impeachment ha iniziato a perdere consensi, e ora è terzo in classifica. In pochi mesi è sceso dal 24 al 16%.

Il suo slogan: "Our Best Days Still Lie Ahead"

4. PETE BUTTIGIEG (13%)

Ha 38 anni ed è in sindaco di South Bend, in Indiana. Una volta eletto, diventerebbe il primo presidente apertamente gay degli Stati Uniti, nonché il più giovane. Altre caratteristiche? Ex-veterano (è stato in Afghanistan) e molto religioso. Ecco perché potrebbe riuscire a rappresentare diverse categorie di elettori. Il suo programma politico spazia dall'aumento del salario minimo alla lotta al cambiamento climatico, dall'abbattimento dei costi di istruzione e sanità alla riduzione dei membri della Corte Suprema.

Fino a pochi mesi fa era totalmente sconosciuto, ma nelle ultime settimane è riuscito ad ottenere sempre più preferenze, conquistando in un anno dallo 0 al 13% degli elettori democratici. Il suo punto forte è la sua stessa identità e i valori che rappresenta: innovazione, ricambio generazionale e libertà sessuale uniti a religiosità e tradizione. Il suo slogan: "Freedom. Democracy. Security."

5. ELIZABETH WARREN (11%)

Senatrice del Massachusetts, ha 70 anni e ha insegnato diritto commerciale ad Harvard. Ha una lunga carriera politica alle spalle, segnata da molti cambi di rotta: è stata prima una forte sostenitrice del liberismo economico con i Repubblicani sotto H.W. Bush, poi è passata ai Democratici, diventando grande oppositrice al potere delle banche e delle multinazionali tech della Silicon Valley.

Anche lei ha un programma politico molto radicale (anche se meno di Sanders), basato sulla lotta alle disparità salariali. Vuole aumentare la tassazione sui redditi milionari, investire tantissimo nell'industria green ma soprattutto rivoluzionare il sistema politico e fare la guerra alla corruzione. Il suo programma prevede un approccio al commercio molto patriottico e pro-America, tanto che qualcuno l'ha definito "Trumpism for Democrats". Il suo slogan: "I have a plan for that". La Warren vuole infatti puntare tutto sulla propria competenza e la pragmaticità del suo programma.


Questi sono i 5 candidati sugli 8 totali che hanno maggiori probabilità di vincere le primarie democratiche. Alcuni temi fondamentali fanno parte dei programmi di tutti i candidati, come l'estensione della sanità pubblica gratuita, il gun control e la lotta al cambiamento climatico. Altri temi sono più enfatizzati dai candidati più radicali, come la regolamentazione delle multinazionali.


Nel corso dei prossimi mesi aggiorneremo le percentuali, che sono una media dei sondaggi nazionali eseguita dall'Economist.


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