Quello che devi sapere sull'Iran e il nucleare

Martedì 13 aprile 2021 il viceministro degli Esteri dell’Iran ha annunciato che il paese comincerà ad arricchire l’uranio al 60%, livello mai raggiunto fino ad ora e che supera di molto quello stabilito dall’accordo sul nucleare firmato nel 2015 e dalla durata di 25 anni.

Ma facciamo un passo indietro: con chi è stato firmato questo accordo? Perché l’Iran vuole arricchire l’uranio?

Disclaimer: vanno considerati come attori protagonisti gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran, con Israele dietro le quinte e gli altri paesi poco più che comparse.


1. L’accordo per il nucleare, aka JCPOA ovvero “Joint Comprehensive Plan of Action”.

Nell’aprile 2015 Iran, Stati Uniti, Francia, Russia, Cina, Regno Unito, Germania e Unione Europea hanno firmato questo patto, con cui l’Iran ha accettato di eliminare le sue riserve di uranio a medio arricchimento e di arricchire l’uranio solo entro un determinato limite (3,67%) in cambio della sospensione delle sanzioni economiche. Si prevede però che le sanzioni possano essere re-inserite in caso di future violazioni riportate dai controlli della IAEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica).

2. Cosa si intende con arricchimento dell’uranio? A cosa serve?

L’uranio è un metallo che si trova in natura e che, dopo essere passato attraverso un processo di “arricchimento” (con cui si aumenta la presenza dell’isotopo U235), viene utilizzato per la creazione di energia nucleare e, potenzialmente, di armi nucleari. Mentre per la creazione di semplice energia è sufficiente un basso arricchimento (tra il 3 e il 5% circa) per la creazione di una bomba nucleare l’uranio deve essere arricchito intorno al 90%.

Dopo aver chiarito questi punti, è necessario sottolineare che questo è ciò che è stato annunciato e non è affatto detto che il governo iraniano abbia le capacità o l’interesse ad agire in questo modo. L’annuncio arriva infatti in un momento molto particolare della politica internazionale, quello attuale, in cui sembra che Usa e Iran siano tornati disponibili a dialogare e a rispettare l’accordo del 2015. In che senso scusa?

Trump, come al solito

Nel maggio 2018, infatti, il presidente Trump ha dichiarato la volontà di uscire dal patto, definito un “bad deal” per gli Usa e non sufficiente per limitare il potere dell’Iran in Medio Oriente. Trump quindi ha imposto sanzioni nei confronti del paese e ha aggiunto anche sanzioni secondarie nei confronti di chiunque intrattenesse rapporti con l’Iran. L’impatto economico è stato fortissimo, riportando il paese mediorientale in una grave crisi economica dopo un paio d’anni di forte crescita, alimentata proprio dalla firma del patto nel 2015.

Post hoc ergo propter hoc

L’Iran ha quindi reagito con una serie di provocazioni, non rispettando del tutto l’accordo e annunciando l’aumento progressivo dell’arricchimento dell’uranio (a gennaio è stato dichiarato il raggiungimento del 20%).


Ma quindi, perché un annuncio così ostile in un momento di tentato dialogo?

Perché, pochi giorni prima, l’impianto nucleare di Natanz (il più importante del programma nucleare iraniano) è stato colpito da un “sabotaggio” che ne ha danneggiato seriamente l’impianto elettrico. Il sabotaggio è avvenuto dopo una grande cerimonia di inaugurazione in cui erano state avviate nuove centrifughe per l’arricchimento dell’uranio.

Lo stesso impianto era stato colpito lo scorso luglio da un grosso incendio, molto probabilmente un altro sabotaggio.

Chi è l’autore di tutti questi sabotaggi?

Nessuno stato né gruppo terroristico ha mai rivendicato queste azioni, ma tutti gli indizi portano al Mossad, i servizi segreti israeliani. Questo perché Israele vede qualsiasi attività nucleare da parte dell’Iran come un possibile futuro mortale ed è determinato ad impedire che l’Iran sviluppi un programma nucleare completo.

L’annuncio sarebbe quindi una risposta al sabotaggio.

FONTI E APPROFONDIMENTI


Il viceministro degli Esteri iraniano ha detto che l’Iran arricchirà l’uranio al 60 per cento, un livello mai raggiunto finora, Redazione, 13 Aprile 2021, Il Post

Il sabotaggio di un impianto nucleare in Iran, Redazione, 12 Aprile 2021, Il Post

Nucleare, l'Iran comincia l'arricchimento dell'uranio al 20%, Gabriella Colarusso, 4 Gennaio 2021, La Repubblica