Runet: così la Russia cambia le regole del web

La Russia non navigherà più sul web come il resto del mondo: Vladmir Putin ha appena firmato un provvedimento per creare un "internet russo", che si chiamerà RuNet. L'obbiettivo dichiarato dal Cremlino è quello di rendere la navigazione più sicura dai cyber-attacchi, ma a molti sembra l'ennesimo tentativo di controllare i mezzi di informazione del Paese. Con questo nuovo provider, il governo avrà la possibilità di bloccare qualunque genere di informazione che non ritiene opportuno venga diffusa.

La Russia tiene particolarmente alla propria autonomia virtuale: anche ora tutti i provider sono obbligati a conservare sul territorio nazionale i dati degli utenti e a garantire accesso illimitato a tutto ai servizi di sicurezza. E il motore di ricerca più diffuso sul territorio non è Google come nel resto del mondo, bensì Yandex. Ma come giustificare la scelta di un nuovo internet? Putin teme un attacco hacker che possa infiltrarsi e creare squilibri nella politica del Paese, anche se i Russi sono stati i primi a tentare di hackerare i sistemi informativi e influenzare le elezioni americane. Il processo sarà piuttosto complicato: la Russia dovrà creare il proprio Domain Name System, e dotare i fornitori di connessione internet di speciali attrezzature che verranno a costare allo stato circa 400 miliardi di dollari. Il rischio maggiore è che questa rete sovranista sia il primo passo di una separazione più netta dal mondo occidentale, già iniziata con l'approvazione a marzo della legge che permette alle autorità russe di oscurare i siti web che non rimuovo le fake news. Ma in base a cosa le autorità stabiliranno quale notizie sono false e come è lecito utilizzare i dati degli utenti del RuNet? Domande che rimangono aperte rischiando di minare le libertà dei cittadini.


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